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Conferenza in Marocco: l'Habitat Cooperativo contro la crisi abitativa

Sabato 27 luglio 2013, presso la sede dell’Ordine Forense di Rabat, la Rete Marocchina per la Casa Decente (RMLD) ha organizzato una conferenza dal titolo: l'Habitat Cooperativo contro la crisi abitativa

All’inizio,  Abdelali Essafi, moderatore della conferenza e membro dell'Ufficio centrale della rete, ha dato la parola al compagno Allali Abdellah, presidente della RMLD che ha aperto il dibattito con la lettura di una piattaforma, ponendo alcune domande ai partecipanti.

In primo luogo, Ahmed Ait Haddout, presidente della Rete Marocchina di economia sociale e solidale, ha introdotto il suo discorso con una panoramica storica sulle cooperative in Marocco, avviate a partire dal 1978, sottolineando che lo scopo delle cooperative di abitazione non è solo quello di ridurre il costo degli alloggi, stimato al 30% rispetto ai prezzi di mercato, ma che ci sono altri obiettivi che rientrano nel campo delle relazioni umane, unitamente all'uso dello spazio comune e alla convivenza tra i membri delle stesse. Egli ha osservato che ci sono una serie di cooperative di successo ed altre che hanno avuto delle deviazioni, il che ha condotto a dei risultati negativi, contrariamente a quanto ci si aspettava.

In un collegamento televisivo da New York, Cesare Ottolini, coordinatore dell'Alleanza Internazionale degli Abitanti, ha pronunciato il suo discorso ringraziando la Rete Marocchina per la Casa Decente per l'interesse mostrato verso tale problematica, ricordando che il Marocco ha ratificato l'articolo 11 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, e ha fatto notare che ci sono un miliardo di persone nel mondo che non hanno un alloggio adeguato.

 Egli ha sottolineato che la nostra è una lotta contro il neoliberismo, e ha parlato del debito estero dei paesi in via di sviluppo, tra cui il Marocco,  debito che deve essere cancellato al fine di ricavare le risorse necessarie per finanziare le politiche sociali, in particolare l'alloggio decente e accessibile. Successivamente, ha posto l'accento sull’esperienza dell’Italia in materia di cooperative di abitanti. Infine, non meno rilevante, ha sottolineato che l'unione delle lotte è essenziale per vincere questa battaglia, ricordando le Giornate Mondiali Sfratti Zero per il Diritto ad Abitare organizzate in tutto il mondo nel mese di ottobre.

Mostafa Balambo e Mina Moukafih, rappresentanti del Ministero dell'Insediamento Urbanistico e della Politica della città, hanno affrontato la tematica da un punto di vista tecnico e giuridico, ponendo  una domanda fondamentale:

Quali sono i vincoli che ostacolano l'alloggio in Marocco?

Balambo ha presentato alcune statistiche sulle cooperative in Marocco, in base alle quali sono 1.087 al 30 aprile 2013, con un numero di membri pari a 48.968. Ha ricordato che la nascita della prima cooperativa fu  nel 1978, aggiungendo, inoltre, che la percentuale delle richieste già autorizzate non supera le 20 cooperative ogni anno. Ciò ha spronato il Ministero ad attuare una strategia a sostegno dell'iniziativa, basata su due principi:

- Rispondere alle esigenze delle cooperative approvate;

- Promuovere la nascita delle cooperative di abitazione;

Nello stesso contesto,Mina Moukafih ha ricordato i due studi condotti dal ministero sulle cooperative e le associazioni per l'alloggio, ed ha inoltre trattato l'ambito della nuova legge sulle cooperative, menzionando che lo Stato ha versato una quota alle cooperative di abitazione per tutti i progetti della società nazionale Al Omran.

Inoltre, Hayat Zuhair, rappresentante del dipartimento per lo sviluppo della cooperazione (ODCO) ha introdotto il suo discorso con la definizione delle condizioni per la fondazione delle cooperative di abitazione, trattando anche la questione dei mezzi di finanziamento.

Ha sottolineato che le cooperative portate avanti con successo sono quelle che, tra le altre cose, acquistano terreni in conformità con i requisiti legali nell'ambito della conservazione fondiaria e del piano urbanistico.

Dal canto suo, il compagno Ali Lotfi, Segretario Generale dell'Organizzazione Democratica del Lavoro, ha iniziato il suo intervento parlando del ruolo svolto dai sindacati nella fondazione delle cooperative di abitazione. Evidenziando l'esempio della Francia, ha anche confermato che i sindacati in Marocco avevano seguito la stessa pista nei primi anni Sessanta. Nel suo discorso ha sottolineato che sono ancora molti i marocchini che vivono in aree remote e di montagna, che non sono soggette agli obblighi di un alloggio adeguato, come gli slum e le baraccopoli. Ha sottolineato inoltre il mondo delle costituzioni nazionali, in particolare in America Latina, che contemplano articoli atti a promuovere il diritto ad un alloggio decente. Nello stesso discorso, il compagno Ali Lotfi ha sollevato la questione dei tassi d' interesse sui prestiti per le abitazioni, che restano ancora piuttosto elevati rispetto ai tassi di interesse applicati nei paesi occidentali (Francia, Spagna…).

Durante il suo discorso, ha messo in evidenza il fatto che lo Stato non dia molta importanza ai lavoratori, nonostante l'accordo dell'agosto 1996, che rientra nel quadro del dialogo sociale, e ha posto l'accento sulla messa a disposizione di abitazioni per i dipendenti.

Il dibattito pubblico ha toccato, peraltro,  un livello piuttosto elevato; alcuni oratori hanno messo in risalto i vincoli legati all'alloggio cooperativo, ponendo alcune domande fondamentali, quali:

- L'habitat cooperativo può essere una soluzione in grado di far fronte alla crisi abitativa?

- Quali sono i meccanismi efficaci per risolvere il numero dei soggetti coinvolti nel settore abitativo?

- Come può rispondere alle esigenze poste dalla crisi abitativa?

 

Sulla base dei commenti da parte dei professori, la conferenza si è conclusa con le seguenti raccomandazioni:

- Semplificare le norme per la costituzione di cooperative di abitazione;

- Porre l'accento sulla promozione dell'alloggio cooperativo con il sostegno tecnico del Ministero;

- L'integrazione delle comunità locali nella dinamica delle cooperative di abitazione;

- L'attribuzione di proprietà pubbliche a condizioni preferenziali;

- Fornire un sostegno pubblico allo studio tecnico;

- La scelta di cooperative di abitazione per far fronte alle baraccopoli;

- L'adozione di una politica partecipativa tra i settori pubblici come sportello unico;

- Fornire una guida sulle esenzioni fiscali;

- Rivedere la normativa in materia abitativa in base ai piani di stimolo;

- Rivedere la distribuzione dei tassi d'interesse bancari;

- Ridurre il tasso d'interesse sui finanziamenti ai membri delle cooperative di abitazione;

- Controllare la vendita di abitazioni attraverso la lotta al "nero";

- Incoraggiare la comunicazione con i cittadini nell'ambito della definizione e del ruolo delle cooperative di abitazione, al fine di promuoverne la fondazione. 

Al termine della conferenza il presidente della Rete, Allali Abdellah, ha posto l'accento sul ruolo e sull'importanza degli incontri intellettuali legati alla tematica dell'alloggio e ha, inoltre, ringraziato i relatori e il pubblico presente, dando appuntamento ai prossimi incontri, impostati sul piano d'azione della Rete Marocchina per la Casa Decente.

Riferimenti geografici


Il(la) Traduttore(trice) Volontario(a) per il diritto alla casa senza frontiere dell’IAI che ha collaborato con la traduzione di questo testo è

Stefania Orlotti

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